Statua di Sant'Eufemia

Irsina (MT)

Ad Irsina è presente un'antica opera artistica che raffigura Sant'Eufemia. Statua rinascimentale della Santa greca, attribuita ad Andrea Mantegna.

Uno dei simboli di Irsina, Statua di Sant'Eufemia

La statua della santa greca è uno dei simboli di Irsina e si trova all’interno della sua splendida cattedrale. La statua di Sant'Eufemia è un capolavoro rinascimentale, di cui mostra i canoni di espressività e di ricchezza nei dettagli. L’autore, l’artista veneto Andrea Mantegna, che già aveva realizzato un dipinto che ritrae la martire oggi ospitato nel Museo nazionale di Capodimonte a Napoli, ha interpretato Sant’Eufemia che con enorme dignità accetta il proprio destino, simboleggiato dalla mano destra posta all’interno della bocca del leone.
La raffigurazione sacra è risalente al XV secolo e venne commissionata da Roberto de Mabilia, presbitero che ebbe a disporre ingenti donazioni a favore della cattedrale di Santa Maria Assunta di Irsina. Nonostante la realizzazione sia dibattuta e siano state avanzate ipotesi che vedono l’attribuzione a Pietro Lombardo, la scultura è uno dei tesori irsinesi.
La statua, che tiene nella mano sinistra un monte stante a raffigurare la città di Montepeloso (questo il nome di Irsina in passato), è alloggiata in una cappella che ne costituisce degno sfondo, impreziosita da marmi policromi che ne riprendono le tonalità dorate. Simboleggiante il martirio subito dalla Santa, è alta oltre un metro e settanta, e richiama molti artisti. Lo sguardo della religiosa è tanto comunicativo da essere oggetto di contemplazione dai visitatori e di interesse da parte dei critici. Il contegno quasi nobiliare della figura, il suo sguardo fiero, sono stati in mostra a Parigi, durate una mostra di inizio anni Duemila dedicata ad Andrea Mantegna.

Il restauro della statua di Sant’Eufemia è stato operato a partire dal 2020 e dello stesso è stato girato un video che ne illustra le fasi e permette di approfondire le caratteristiche della scultura e delle fasi pittoriche che la caratterizzano. Il mini-documentario è una finestra sullo studio condotto e sul ripristino dell’opera, portato a termine nel 2024.

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