Il Palazzo ex-GIL di Campobasso, come oggi si può ammirare, è il risultato delle politiche di valorizzazione delle architetture, messe in atto dalle amministrazioni comunali di Campobasso e dalla regione Molise. Inaugurato nel 1939, il palazzo progettato dall’architetto Domenico Filippone, urbanista celebre negli anni Trenta e Quaranta del Novecento, è un pregevole esempio di Razionalismo italiano, dismesso sino al 2013, oggi è un monumento alla cultura, ospita esposizioni artistiche ed organizza rassegne cinematografiche, vitale esempio di recupero funzionale degli edifici.
L’intento è stato quello di restituire alla cittadinanza un luogo che testimoniasse la storia del capoluogo e che allo stesso tempo fosse fruibile come contenitore di cultura, di arte e di iniziative a scopo didattico. L’importanza di poter disporre di volumetrie per ospitare letteratura, arti visive e musicali, assieme a spettacoli teatrali ed eventi, è fondamentale per educare alla conoscenza, coltivare talenti. Il Palazzo ex-GIL di Campobasso unisce l’eredità architettonica del Paese e l’apertura alle nuove generazioni.
La storia della Gioventù Italiana del Littorio è un passo del passato dei fanciulli del periodo fascista, i quali, confluiti dalle soppresse Federazione dei fasci di combattimento ed Opera nazionale Balilla, frequentarono i locali dell’istituzione sino al 1943, data della caduta del regime in Italia. Istituita nel 1937 con Regio Decreto, la GIL si proponeva di curare la preparazione fisico-sportiva, militarmente orientata, morale e spirituale dei giovani, oltre a beneficiare dell’autonomia necessaria per il passaggio delle associazioni per lo sport a società sovvenzionate dallo Stato.
Attraverso la ricostruzione ed il ripristino dei locali che nel tempo sono stati rimossi, si è proceduto alla creazione di spazi espositivi, una sala proiezioni, uffici regionali, conferendo una nuova e meglio utilizzabile configurazione dell’edificio. Gli ottocento metri quadrati di superficie del Palazzo ex-GIL di Campobasso rappresentano oggi un riferimento culturale e artistico non solo cittadino, ma anche regionale, capace di guardare al futuro senza abbandonare la propria storia.