Museo storico e Pinacoteca Carlo Levi, nel cuore di Aliano. Il centro storico del paesello del materano custodisce alcuni segreti di grande interesse, unendo la bellezza delle architetture antiche con il passato illustre della Basilicata e della Penisola. Passeggiando tra le vie del borgo, infatti, si inizia un percorso che riporta indietro le lancette dell’orologio sino a tornare alla prima metà del secolo scorso. A partire dal parco letterario, da cui si traggono le stesse ispirazioni che portarono alle descrizioni del romanzo Cristo si è fermato a Eboli, si giunge idealmente all’area museale. Ad iniziare dal museo a cielo aperto, i luoghi del libro, si arriva al Museo storico e Pinacoteca Carlo Levi.
Lo scrittore di origine lombarda, che visse il confino ad Aliano durante gli anni Trenta dello scorso secolo ed ivi chiese di essere sepolto alla sua dipartita, ha lasciato il segno nella cultura e nella storia di Aliano. Arrestato per la sua contrarietà al regime fascista, nel biennio 1935-1936 fu inviato in Basilicata, tra Grassano e Aliano, traendo lo spunto per la stesura del romanzo Cristo si è fermato a Eboli. Nello scritto, celebre e tanto apprezzato ancora oggi, l’artista racconta la sua permanenza in Basilicata, descrivendo le sensazioni di uomo del Nord Italia, di confinato per cause politiche in questa regione così lontana – e non solo fisicamente – dalla sua Torino. La vita popolare, di pastorizia e agricoltura, suscitarono una profonda riflessione.
Il museo ospita la documentazione della sua presenza, lettere, appunti di Carlo Levi, in una offerta culturale molto gradevole ed importante. Sono in mostra anche litografie e disegni dell’autore, che fu pure apprezzato pittore. Alcune delle sue tele più suggestive provengono dalla sua parentesi nel Sud Italia, dove per l’attaccamento alle terre del Mezzogiorno volle essere sepolto. La sua produzione più intensa, rappresentata dai cimeli visibili nell’esposizione alianese.