La Festa di San Bernardino è uno degli appuntamenti più seguiti dalla comunità bernaldese. La vita del santo senese è stata intensa e vissuta all’insegna della predicazione sia etica, generale, che più specifica e votata all’integrazione del credo negli aspetti della vita di tutti i giorni. Eclettico e colto, ebbe a cimentarsi anche con la contrattualistica e con l’economia, nei suoi scritti i temi dell’usura e del gioco vizioso vennero trattati con asprezza, circostanza che portò ad un procedimento presso la Santa Inquisizione promosso dagli operatori del settore del malaffare.
Dopo la morte, santo sin dal 1450, si venera nel ventesimo giorno di maggio; l’esempio di San Bernardino ha avuto rilevanza tale da accrescerne e diffonderne il culto. A Bernalda si festeggia con l’organizzazione di un lungo corteo e della rievocazione delle vicende legate al santo, dall’inginocchiamento del vitello al bacio della reliquia ed all’ingresso del borbonico Carlo III nel paese. L’evento è curato dall’associazione Festa di San Bernardino da Siena e dall’omonimo comitato, con il supporto delle associazioni culturali e dei commercianti del paese.
Il sentito gemellaggio tra Siena, L’Aquila, Mirabella Eclano e Massa Marittima ha portato alla organizzazione dell’omaggio al religioso in forma più ampia e godibile, che si tiene ad agosto dell’anno e richiama fedeli e pellegrini. La storia dei luoghi, durante la Festa di San Bernardino, si fonde con l’allegria e con la numerosa partecipazione di figuranti e musici, che allietano il tempo. I festeggiamenti iniziarono nel 1976, sulla scorta della devozione al santo senese, venerato sin dal XV secolo come protettore del borgo. Il signore locale, infatti, scelse di far subentrare, all’allora patrono San Donato, San Bernardino. Nato Bernardino degli Albizzeschi, si spense sul finire attorno alla metà del Quattrocento ed oggi riposa nel mausoleo che ne porta il nome, presso la basilica ad egli intitolata, nella città dell’Aquila.