Il complesso di Santa Teresa è una costruzione seicentesca, voluta dal cardinale Farnese, e si compone di un monumentale convento con annesso luogo di culto, dedicati alla santa carmelitana Teresa d’Avila.
La facciata principale della chiesa è un gradevole esempio artistico, il prospetto fa largo sfoggio di peperino, roccia magmatica locale, risultando ricco e dettagliato, ed al contempo sobrio ed accogliente. Inoltre, fanno bella mostra i pregiati i gigli farnesiani. Allo stesso modo, i locali interni offrono pace ed interiorità al pellegrino, che potrà sostare nell’ambiente accogliente dell’ex convento e godere della vista della Madonna col Bambino, San Giuseppe e Santa Teresa che ornano la pala dell’altare maggiore e degli altri due. L’unica navata, infatti, è scandita da tre altari, a cui corrispondono i tre dipinti in menzione. Ulteriori opere artistiche sono quelle che raffigurano la predica di Sant’Antonio ai pesci, realizzata da Alessandro Turchi e il Miracolo di San Silvestro. Il progetto fu affidato all’architetto Girolamo Rainaldi, che ne curò l’edificazione, per la quale occorsero tre anni, ed oggi rappresenta un illuminato esempio di Stile rinascimentale. I corpi laterali, sono invece adibiti all’accoglienza.
Sino alla seconda metà del Novecento, infatti, la struttura era in uso per la formazione degli aspiranti monaci dell’Ordine Secolare Carmelitano Teresiano, la cui fondazione si deve alla santa spagnola a cui è intitolata. I locali dell’edificio ospitano due testi originali della venerata ed offrono una veduta importante su di una porzione verdeggiante di Tuscia, dalla altura ove è sito, sullo sperone di roccia tufacea. La veduta, infatti, è rivolta verso Caprarola e verso la splendida Villa Farnese, palazzo signorile da cui è possibile godere di uno scorcio privilegiato sul complesso di Santa Teresa. Da qui, la chiesa si impone sull’ambiente circostante, risultando però armoniosamente inglobata nella ricca natura del viterbese, un angolo di Lazio da scoprire e vivere a pieno.