La cattedrale di Santa Maria del Ponte è uno dei monumenti di Lanciano (e nazionale, dal 1940) , tra le chiese più particolari dell’Abruzzo. Pacifico luogo di culto, la cattedrale dedicata alla Madonna del Ponte origina da una prima cappella trecentesca, edificata dopo il ritrovamento della statua bizantina della Madonna con Bambino a seguito di lavori operati sul ponte di Diocleziano. A seguito del crescente interesse spirituale per il luogo, furono avviati lavori per arricchire la struttura. Una pregiata peculiarità del duomo cittadino è proprio avere le fondamenta su tre archi del ponte romano, caratteristica da cui ha preso il nome. La chiesa beneficiò a partire dalla fine del 1500 di svariate opere di ampliamento, con la costruzione ad inizio secolo successivo del campanile, lavori di restauro durati sino agli anni Sessanta del 1900.
La facciata accoglie con un ingresso costituito da portico con quattro colonne, dall’aspetto che rimanda all’architettura greca, mentre il campanile non è collegato con il corpo di fabbrica, nascendo da una torre civica del XVII secolo. Il prospetto principale è composito, contenendo infatti un elegante avancorpo. La porzione di facciata si estende creando una balconata nel piano alto, sorretta da semicolonne tra le quali si aprono tre passaggi con archi a tutto sesto e altri due con architrave. Testimonianza dell’orientamento neoclassico ottocentesco, il rifacimento ha senz’altro accresciuto il fascino della cattedrale di Santa Maria del Ponte di Lanciano.
All’interno la navata (unica) stupisce per i capitelli corinzi posti a termine delle paraste, mentre ad ornamento delle nicchie sono poste alcune tele fine-settecentesche, raffiguranti la Madonna col Bambino, San Francesco da Paola ed il Martirio di Santo Stefano, le statue di San Girolamo, Sant’Ambrogio, Sant’Agostino. Agli inizi del Novecento, la chiesa della Madonna del Ponte venne elevata al rango di basilica minore da papa Pio X ed in seguito uno dei monumenti nazionali d'Italia. L’ambiente è riccamente decorato, ma si apprezza anche per la quieta che vi regna e che avvolge il pellegrino.